Fonte http://suap.provincia.fi
Toscana - prima regione in Italia ad adottare il Codice del commercio
Lo ha illustrato Loriano Valentini, presidente della commissione Attività
produttive, e lo ha approvato il Consiglio regionale. La Toscana è la prima
regione in Italia ad adottare il Codice, che riguarda commercio in sede
fissa, su aree pubbliche, somministrazioni di alimenti e bevande, vendita di
stampa quotidiana e periodica e distribuzione di carburanti
Per la prima volta la Toscana adotta il Codice del commercio, che la Regione ha
elaborato avvalendosi delle competenze legislative esclusive assegnate dalla
riforma Bersani e dal nuovo titolo V della Costituzione. Il Consiglio regionale
ha approvato il Codice a maggioranza. Il nuovo testo unico - in materia di
commercio in sede fissa, su aree pubbliche, somministrazioni di alimenti e
bevande, vendita di stampa quotidiana e periodica e distribuzione di carburanti
- riunifica, con una forte opera di semplificazione, le normative di disciplina
di vari settori, cancellando di fatto sette leggi, di cui quattro regionali e
tre statali. E se la disciplina del commercio su aree pubbliche e la disciplina
della distribuzione di carburanti nonché la parte relativa alle vendite
promozionali vengono confermate, per la prima volta il codice interviene sul
settore dei pubblici esercizi. Numerose le novità contenute nel provvedimento,
che conta oltre un centinaio di articoli. Si punta molto sulla semplificazione,
riducendo i tempi burocratici per le imprese che vogliono avviare un’attività:
così si introduce, ad esempio, un massiccio ricorso alla Dia, la denuncia di
inizio attività. Ancora, si stabilisce la possibilità del ricorso allo sportello
unico per le attività produttive come prassi standard. Per quanto riguarda orari
e aperture festive, viene abolita l’attuale distinzione fra comuni turistici e
non turistici, che tanto ha fatto discutere, e la definizione degli orari è
demandata alla trattativa locale fra Comuni e parti sociali. Per gli assetti
commerciali si introduce il concetto di “aree sature”, come idea che porti a
privilegiare le strutture esistenti e a puntare a uno sviluppo equilibrato che
riesca a far convivere piccoli e grandi negozi. Viene rinviato al regolamento,
che dovrà essere adottato entro 180 giorni, e quindi a una nuova fase
concertativa con le parti sociali, la definizione delle dimensioni della media e
grande distribuzione. Per la prima volta viene disciplinato il settore dei
pubblici esercizi. Qui viene introdotta la programmazione da parte dei Comuni,
che dovranno redigere veri e propri piani, la cui attuazione avverrà attraverso
l’emissione di bandi comunali a cui concorreranno gli interessati al
trasferimento delle attività esistenti o all’apertura di nuove. Ad assegnazione
avvenuta scatterà una vera a propria semplificazione attraverso il ricorso alla
Dia, la denuncia di inizio attività. Altro punto di grande rilievo: per gli
esercizi di somministrazione di alimenti e bevande, c’è un’unificazione delle
tipologie di esercizi (non più bar e ristoranti, ma tipologia unica) ed è
sancita l’abolizione del Rec, il registro degli esercenti in commercio. Per
quanto riguarda infine la vendita di giornali e riviste, il nuovo testo articola
il sistema distributivo in punti vendita esclusivi (le edicole) e non esclusivi:
in pratica anche bar, ristoranti, librerie potranno essere autorizzati a vendere
quotidiani e periodici. Illustrando l’atto, il Presidente della III Commissione
Loriano Valentini (Democratici di Sinistra), ha affermato che il “Codice tiene
conto della condizione del commercio in Toscana – 130.000 imprese e 2.000
distributori – non solo dal punto di vista quantitativo, ma anche strategico,
perché corrisponde ai requisiti della crescita dei contesti economici locali”.
Valentini si è inoltre soffermato sulle azioni messe in campo dalla Regione,
definendole “incisive ed efficaci”, a partire dallo sforzo finanziario fino allo
sviluppo della grande distribuzione in Toscana. “Il testo è il risultato di una
fruttuosa concertazione tra tutti gli interessati – ha spiegato Valentini – c’è
la sensazione di una larga condivisione, che ci ha portato a conseguire diversi
obiettivi strategici, come garantire l’equilibrio tra grandi, medie e piccole
strutture di vendita, o promuovere interventi per la competitività delle imprese
attraverso azioni innovative, costruzione di reti fra imprese e sistemi
territoriali, sviluppo di progetti di filiera”. Il Codice è stato accompagnato
da una risoluzione della III Commissione, che contiene gli orientamenti da
seguire per l’elaborazione del regolamento. (ps)