|
Sei
sotto effetto di sostanze stupefacenti? Si vede dalla saliva!
Per prevenire le cosiddette "stragi del sabato sera" e migliorare la
sicurezza stradale la polizia è in possesso di un nuovo strumento: un test
immuno-enzimatico che permette di capire se il guidatore in esame è sotto
effetto di sostanze stupefacenti. La polizia stradale di 5 città italiane:
Perugia, Roma, Padova - Verona, Cagliari, Rimini e Bari è stata dotata di
camper mobili con attrezzature di laboratorio, materiale sanitario, bagni
separati per uomini e donne e tutti gli strumenti che servono per accertare
la guida in stato di alterazione tra cui un misuratore di riflessi, l'etilometro
e un analizzatore automatico di saliva: il Cozart RapiScan che permette di
accertare la presenza di droga nelle saliva e dunque nel sangue.
Il Cozart RapiScan è stato sperimentato durante l'estate scorsa, a Perugia e
a Bari, da alcuni medici della Polizia di Stato. Oggi, con le modifiche al
codice della strada, è operativo su strada, insieme all'etilometro e agli
altri strumenti in dotazione alla polizia stradale. L'apparecchio - che
utilizza cartucce diverse a seconda delle sostanze da individuare - si basa
sugli anticorpi (più precisamente su una reazione immuno-enzimatica
antigene-anticorpo) che, riconoscendo nella saliva la presenza di una
determinata sostanza di abuso, attivano un enzima che permette di
evidenziare la presenza o l'assenza, entro determinati limiti, di tali
sostanze.
I tamponi usati dalla polizia per il test servono ad accertare se i
guidatori in esame hanno assunto di recente cocaina, cannabinoidi, oppiacei,
benzodiazepine e anfetamine. I controlli vengono effettuati per garantire
più sicurezza sulle strade: il consumo di sostanze stupefacenti può infatti
causare un rallentamento dei riflessi e una diminuzione della percezione di
pericolo. Pertanto ai conducenti che risultano positivi al test, violando
l'art. 187 del codice della strada, viene immediatamente ritirata la patente
di guida. Il rifiuto di sottoporsi ai test non invasivi di saliva o urine
comporta la stessa sanzione prevista per chi risulta positivo al test.
|
| Come
funziona il test |
|
Tutte
le sostanze stupefacenti, indipendentemente dalle modalità di assunzione
(via orale o endovenosa), vengono metabolizzate ed espulse
dall’organismo attraverso i fluidi biologici: sangue, urina, sudore,
saliva etc. Dopo circa 10 minuti tali sostanze arrivano nel sangue. Poco
dopo si possono riscontrare anche nella saliva, mentre quando arrivano
nelle urine l'effetto sul sistema nervoso potrebbe essere già finito
(questo perché possono trascorrere alcune ore prima che le sostanze di
abuso risultino presenti nelle urine). Analizzare la saliva dunque
permette di verificare quasi immediatamente l'assunzione di droga.
|

3)
Dopo un semplice processo di filtrazione 4 gocce del campione
vengono versate nel pozzetto della cartuccia, dove avviene la reazione
antigene-anticorpo: se nel liquido esaminato non ci sono sostanze
stupefacenti appaiono delle righe rosse. Se invece sono presenti delle
droghe non appare nessuna banda rossa. |
|
1)
Un tampone assorbi-saliva - di pura cellulosa e senza additivi - viene
posizionato sotto la lingua della persona in esame per prelevare un
campione di saliva. Quando l'indicatore diventa blu vuol dire che è
stata raccolta la quantità sufficiente di fluido (il tempo varia, a
seconda della produzione di saliva, da 30 secondi a 4 minuti).
|

4)
Pochi secondi dopo la cartuccia viene inserita nello strumento che,
dotato di una piccola telecamera, legge e interpreta il contrasto fra le
eventuali righe rosse ed è in grado di determinare la presenza di
sostanze (fino ad un massimo di 5 per cartuccia) nel giro di 12 minuti. |
|
2)
Il campione raccolto viene inserito in una provetta con una soluzione
che aiuta a far rilasciare le eventuali sostanze stupefacenti.
|
5)
I risultati appaiono sul video dello strumento e possono essere
stampati. |
|
Un parte del campione di saliva delle
persone che risultano positive viene inviato ai laboratori di
tossicologia forense della zona o al laboratorio centralizzato della
Polizia di Stato, a Roma, per effettuare - in collaborazione con
l’Università “La Sapienza” - il test di conferma, ovvero la
gascromatografia e spettrofotometria di massa. |
|
|
La polizia australiana, di
Adelaide, sta utilizzando il Cozart RapiScan con lo stesso obiettivo, ma lo
strumento può essere usato anche per altri scopi: in Inghilterra, ad
esempio, oltre ad essere usato dalla polizia su strada è stato adottato dei
centri di recupero e di riabilitazione per tossicodipendenti per rilevare
l'eventuale assunzione di metadone. Con questo sistema è anche possibile
ricercare la buprenorfina che sta soppiantando il metadone come terapia
sostitutiva. Anche la polizia tedesca ha cominciato ad usare questo
strumento. |