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RECENSIONE DI: IL CODICE CIVILE - COMMENTARIO

FONDATO E DIRETTO DA: P. SCHLESINGER

EDITORE: GIUFFRE’ - MILANO

 

L’approccio al commentario al codice civile, già diretto dal Schlesinger, è avvenuto in occasione della lettura del volume dedicato al possesso, di recente pubblicazione. Per chi, come chi scrive, opera nella polizia municipale, resta peraltro “distante” il sistema del diritto privato; quasi una sorta di diritto, che appartiene alla cognizione di un giudice diverso da quello con il quale siamo abituati a trattare.

Così, rischiamo di dimenticare — o neppure ci pensiamo —quanto il diritto privato, sia a fondamento delle leggi che governano lo Stato e quanto, al diritto, privato, spesso dobbiamo far riferimento, per meglio comprendere il sistema del diritto pubblico, che ci governa. Del resto, molti fatti che avvengono tra privati, possono interessare la polizia municipale, senza con ciò dimenticare che una legge fondamentale del diritto pubblico — quella che raccoglie le leggi della sicurezza pubblica — esordisce, dicendo che è proprio la pubblica autorità che veglia al mantenimento dell’ordine pubblico e placa (proprio) i privati dissidi.

E ancora: quante volte ci è capitato di discutere di strade, di beni pubblici, di uso pubblico e di quant’altro attiene al diritto di proprietà ed al possesso, focalizzando la nostra attenzione sul solo concetto di strada, tralasciando con ciò, quanto già il codice civile afferma in materia di beni?

In altre occasioni e in quante occasioni, continuiamo ad utilizzare assai impropriamente, il termine di patria potestà, senza considerare quel fatto fondamentale che è da ricondurre, anche nei rapporti giuridici pubblici, alla potestà dei genitori?

Ed in tema di vendita di beni mobili e dinanzi a talune lamentele dei “clienti pubblici”, quanto poco ci siamo interessati di approfondire i diritti ed i doveri dei “clienti privati”, per placare spiacevoli esperienze professionali, che fanno dubitare di noi e dei rapporti apparentemente poco trasparenti ed attenti, con i commercianti dei nostri piccoli o grandi comuni di appartenenza?

Non da meno, quanto ancora ci siamo soffermati a comprendere i fatti illeciti e la loro rilevanza nell’ambito del codice civile e non solo nel codice penale o delle leggi amministrative?

E’ per tale ragione, che mi sono soffermato su certi titoli di questo enciclopedico commentario a tutto campo: La potestà dei genitori (1996), Dei beni (1999), La vendita di cose mobili (1994), Fatti illeciti: le responsabilità presunte (2002).

Non soffermandomi qui, sull’edizione più o meno recente del volume ma, piuttosto, su quei concetti giuridici che vanno oltre il tempo in cui, le relative leggi, ne hanno coniato l’imprimatur giuridico.

Ed è con questo spirito e senza alcuna pretesa di certezza, se non di bisogno di conoscenza, che propongo a quanti vogliono approfondire taluni temi giuridici questi, come gli altri titoli di questa opera fondamentale del diritto civile.

 

li, martedì 4 novembre 2003