Pronto soccorso

Il Codice della Strada prevede sulla base del primo comma dell’art. 189 che: "L’Utente della strada in caso di incidente comunque ricollegabile al suo comportamento, ha l’obbligo di fermarsi di prestare l’assistenza occorrente a coloro che, eventualmente, abbiano subito danno alla persona". Il comma 6 evidenzia come: "chiunque, nelle condizioni di cui al comma 1, in caso d’incidente con danno alle persone, non ottempera all’obbligo di fermarsi è punito con la reclusione fino a quattro mesi. Il conducente che si sia dato alla fuga è in ogni caso passabile d’arresto. Si applica la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da tre mesi a un anno". Successivamente si affronta l’ipotesi di non ottemperanza dell’obbligo di prestare assistenza alle persone fisiche che è punito: "Con la reclusione fino a dodici mesi e una multa di euro 1.116".

Il comportamento dell’automobilista, non si limita a "prestare soccorso" ma è preceduto da altre fasi, ognuna delle quali indispensabile per l’efficacia del soccorso.

La fase preliminare, può definirsi come quella di "mettere in sicurezza" il luogo dell’incidente, segnalandone l’esistenza agli altri veicoli e la presenza dell’ostacolo sulla carreggiata. Si deve cercare la collaborazione di tutti i mezzi, in particolare parcheggiando in condizioni di sicurezza prima del luogo dell'incidente, tenendo accese le luci, il triangolo di emergenza ecc., in modo da ridurre al massimo i rischi per il soccorritore.

Di seguito occorre valutare la gravità dell'incidente, stabilire pressappoco il numero dei feriti e la gravità delle lesioni. Causa la ristrettezza dei tempi, non è richiesta una valutazione approfondita che dia l'accertamento della morte o della vita.

Questi elementi, ci portano ad informare i servizi di soccorso, fornendo elementi i più possibili accurati sul luogo dell'incidente, tipo di veicoli coinvolti, numero di persone ferite, gravità delle lesioni, se i feriti sono bloccati all'interno del veicolo. Sono dei dati fondamentali, non solo per quantificare il numero di servizi di soccorso da inviare, ma anche, il tipo di personale che dovrà avere a bordo, le particolari attrezzature necessarie, l’opportunità dell'intervento di Vigili del Fuoco. È facile comprendere come sia una fase "delicata" e da realizzare con la massima concentrazione, ogni maggior dettaglio che si riesce a fornire può essere vitale.

Infine, il prestare soccorso, naturalmente nei limiti delle proprie capacità e della prudenza. Alcune lesioni necessitano di manovre od operazioni particolari da delegare a specialisti, altre possono essere affrontate anche da inesperti, ma sempre con prudenza, calma e continua valutazione della situazione. In questa fase, il rischio di compiere operazioni errate, aggravando le lesioni è molto alto. Nel momento in cui non si è veramente sicuri di poter agire correttamente, è preferibile rinunciare ad eventuali interventi.

Di seguito, sono illustrate le situazioni che si potrebbero presentare:

Ferite ed emorragie

Ustioni

Traumi cranici o della colonna vertebrale

Shock.

Le ferite e lesioni della pelle, accadono molto comunemente durante gli incidenti stradali, non mettono in pericolo immediatamente la vita dell’infortunato. Il discorso, si fa più preoccupante con un’emorragia, che è caratterizzata oltre da fuoriuscita di sangue con lacerazione di vasi (arterie o vene) o d’organi molto vascolarizzati, con il rischio di vita. In ogni caso occorre arrestare la perdita di sangue, nelle situazioni meno gravi può bastare l’uso di un fazzoletto pulito. In alcuni casi, sarà necessario comprimere non sulla ferita, ma più in alto, favorendo la chiusura del vaso leso. Nei casi più gravi, con emorragie estese, sarà necessario applicare sopra la ferita, un laccio emostatico, o in emergenza, anche una cintura o una cravatta. Si deve ricordare, che si tratta di una situazione d’emergenza e non può essere applicato per molto tempo. Inoltre, il soccorritore deve aver cura di non toccare la ferita e la medicazione con le mani, ma usare sempre guanti o altro.

Le ustioni, sono causate dal calore, si possono classificare in tre gradi secondo gli strati di pelle che interessano e dell’estensione della zona ustionata. 1’ grado, solo arrossamento della pelle; 2’grado, arrossamento, vescicole e lacerazioni; 3’ grado, distruzione di tutti gli strati della pelle. Se l’infortunato è ancora avvolto dalle fiamme, si deve coprire con una coperta o con un tessuto pesante, che non sia infiammabile o eventualmente farlo rotolare sulla sabbia. La fase successiva consiste nel raffreddare la lesione. Il metodo più efficace consiste nel far scorrere dolcemente e a lungo l’acqua sulla parte ustionata. Gli abiti infiammati non vanno tolti e non si deve usare del cotone idrofilo.

Il trauma cranico, è un evento particolarmente drammatico, può comportare una lesione delle strutture ossee o del cervello. Non sempre facilmente individuabile, perché alcuni sintomi o effetti possono insorgere anche diverse ore dopo l’evento traumatico. Non esiste sempre una proporzionalità tra violenza del trauma e la gravità della conseguente lesione celebrale. Occorre ricordare come di fronte ad un trauma cranico si deve sospettare sempre di una lesione alla colonna vertebrale associata. Per le norme di comportamento del soccorritore, ricordiamo come non si deve dar da bere al paziente, si deve mettere in posizione laterale di sicurezza, non si devono usare cuscini, non schiaffeggiarlo ed evitare di alzare gli arti. Nell’ipotesi di un trauma della colonna vertebrale, questo si manifesta con dolori al collo, schiena, perdita sensibilità agli arti. In questo caso, non bisogna dar da bere al paziente e non muoverlo assolutamente, se il paziente è cosciente, ma presenta sintomi di sonnolenza o confusione mentale, è importante usare le precauzioni viste in precedenza e, soprattutto, parlargli, rassicurarlo, fargli domande, per impedire di addormentarsi. Se vi sono difficoltà respiratorie, praticargli la respirazione artificiale in attesa di un’ambulanza. In caso di trauma cranico ad un motociclista, non togliere il casco, ma aprire solo la visiera per permettere una migliore respirazione.

Lo shock, può essere una conseguenza di una forte perdita di sangue, trauma,dolore, disidratazione o emozione. La causa, è da ricondursi ad una riduzione della pressione arteriosa, questo rende comprensibile la gravità dell’evento. Occorre immediatamente adottare la posizione definita "antishock", ponendo supino l’infortunato, con le gambe inclinate di 20-30 gradi rispetto alla testa per favorire la circolazione sanguigna. Inoltre, non somministrare liquidi, non tener seduto, cercar di tener al caldo e slacciare gli indumenti stretti. Senza dimenticare di sorvegliarne l’attività cardiaca e respiratoria.

Per concludere, accenno alla funzione della respirazione artificiale, poiché se una persona cessa di respirare oppure presenta atti respiratori non ritmici, occorre intervenire immediatamente. I tempi di sopravvivenza senza ossigeno sono ridotti a 4/5 minuti. Si deve distendere l’infortunato in posizione supina, cercare di estrarre eventuali corpi estranei dal cavo orale; poi tirargli verso l’alto e indietro la mandibola, in modo da liberare i passaggi d’aria, accertandosi che la lingua dell’infortunato non ostruisca le vie respiratorie. Importante, otturare le narici dell’infortunato usando pollice e indice di una mano, inspirare e soffiare con un’azione continua nella bocca dell’infortunato. Controllare che il torace si sollevi di conseguenza. Il ritmo, per un adulto, dovrà essere di 15-20 soffi al minuto.