La direttiva generale del Ministro dell'Interno Claudio Scajola per l'attività amministrativa e per la gestione per l'anno 2002

N.B. il testo è in attesa della prevista registrazione presso l'organo di controllo

n. 17452/10-2002

IL MINISTRO DELL'INTERNO

nell'esercizio della propria funzione di indirizzo politico nei confronti dei titolari dei centri di responsabilità amministrativa del Ministero dell'Interno, cui è affidata la gestione delle risorse assegnate, comprese quelle di natura finanziaria già attribuite dalla legge annuale di bilancio, e tenuto conto degli obiettivi proposti dagli organi di vertice amministrativo

EMANA

la direttiva generale per l'attività amministrativa e per la gestione per l'anno 2002, che assolve anche alla fondamentale esigenza di rendere pienamente visibili ai cittadini le missioni, le politiche, gli obiettivi e le priorità di politica interna nonché i risultati attesi dall'azione del Ministero dell'Interno.

I suoi contenuti, pertanto, saranno resi accessibili a tutti, anche attraverso il sito Web del Ministero.

DESTINATARI DELLA DIRETTIVA

La direttiva è rivolta ai Capi dei Dipartimenti e coinvolgerà i Prefetti nella loro qualità di capi degli Uffici Territoriali del Governo.

Alla concreta realizzazione degli obiettivi generali delle politiche del Ministero dell'Interno e degli altri obiettivi generali dell'azione amministrativa e della gestione individuati dalla direttiva concorrerà l'intera dirigenza dell'Amministrazione, nelle articolazioni sia centrali che periferiche, cui gli stessi Capi Dipartimento e i Prefetti indicheranno nel dettaglio i piani, i programmi e gli obiettivi da realizzare, con la relativa tempistica e le forme di monitoraggio periodico dell'attuazione.

In particolare, per l'attuazione degli obiettivi generali delle politiche settoriali del Ministero saranno predisposti, a cura dei Capi Dipartimento, in forma integrata, ove occorra, con tutti gli altri soggetti istituzionali interessati, puntuali piani attuativi recanti la precisazione degli obiettivi di dettaglio e delle responsabilità per l'attuazione, entro il 15 febbraio 2002, redatti secondo le caratteristiche metodologiche che saranno indicate dal Servizio di controllo interno.

FINALITA' E CONTENUTI DELLA DIRETTIVA

La direttiva annuale si qualifica -secondo gli indirizzi esplicitati dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri- quale strumento per la realizzazione delle politiche governative e per il cambiamento delle Amministrazioni dello Stato.

Il documento, sulla base dei predetti indirizzi, si articola, pertanto, in cinque parti:

A. Nella prima sono definiti gli obiettivi generali delle politiche del Ministero, che evidenziano come le priorità dell'azione di Governo debbano trovare attuazione all'interno dell'Amministrazione, in piena applicazione della distinzione tra indirizzo politico e gestione amministrativa. A tal fine sono considerati: 

1) le politiche settoriali identificate come prioritarie dal DPEEF, dalla legge finanziaria e dagli altri documenti di programmazione, nonché dalla legislazione settoriale approvata o in itinere;

2) la politica di semplificazione amministrativa;

3) l'impegno per il contenimento della spesa;

4) la digitalizzazione dell'amministrazione, inclusi il potenziamento delle iniziative di e-government e di e-procurement, secondo le linee definite dal Ministro per l'innovazione e le tecnologie;

5) il miglioramento della qualità dei servizi, da perseguire anche attraverso forme di esternalizzazione degli stessi.

B. Nella seconda sono indicati gli altri obiettivi generali più specificamente concernenti l'attività amministrativa e la gestione, e dei centri di responsabilità amministrativa. Sono gli obiettivi (significativi, misurabili e rimessi alla diretta controllabilità dei singoli Centri di responsabilità amministrativa) legati alla gestione delle risorse attribuite con la legge annuale di bilancio alle Unità Previsionali di Base correlate ai Centri di Responsabilità Amministrativa. 

C. La terza parte definisce le caratteristiche del sistema di monitoraggio del grado di realizzazione degli obiettivi e delle connesse responsabilità e fissa le relative modalità e responsabilità del monitoraggio per il quale si farà riferimento, da un punto di vista strumentale, anche alla rete Intranet dell'Amministrazione. 

D. La quarta parte contiene le linee generali per la definizione del sistema di valutazione dei dirigenti. 

E. Vi sono indicate le risorse umane, finanziarie e strumentali assegnate per la realizzazione degli obiettivi di cui alla presente direttiva nonché per l'attuazione dei restanti piani e programmi derivanti dallo svolgimento delle missioni istituzionali gestite da ciascun centro di responsabilità. 

A. GLI OBIETTIVI GENERALI DELLE POLITICHE DEL MINISTERO DELL'INTERNO

I. LE MISSIONI DELL'AMMINISTRAZIONE DELL'INTERNO NEL CONTESTO DEL PROCESSO DI RIFORMA ISTITUZIONALE.

Si è da poco completata la riforma che ha interessato l'intera Amministrazione dell'Interno con l'istituzione di tre Dipartimenti (Affari Interni e Territoriali; Libertà Civili e Immigrazione; Vigili del Fuoco, Difesa Civile e Soccorso Pubblico), che si aggiungono a quello già esistente della Pubblica Sicurezza. La riorganizzazione del centro si salda così con l'attivazione degli Uffici Territoriali del Governo, e l'intera Amministrazione riceve impulso anche dalla nuova strutturazione della carriera del corpo prefettorale.

Dal quadro ordinamentale, da leggere nel contesto del più generale riassetto che ha interessato anche gli altri livelli di governo sul territorio, emergono per il Ministero dell'Interno le seguenti missioni fondamentali, che concorrono tutte a delinearne il ruolo di "Ministero delle garanzie": 

Ø garantire ai cittadini l'esercizio e l'espansione dei diritti di libertà costituzionalmente protetti;

Ø realizzare un'amministrazione generale di sintesi, destinata ad attuare le politiche della sicurezza, della difesa e della protezione civile, del sostegno e del supporto ad ogni autonomia territoriale e funzionale, assicurando l'unitarietà del sistema e la coesione sociale nel suo complesso. Ciò si ottiene rafforzando il rapporto con gli enti territoriali, attraverso il sostegno e il supporto ai medesimi e rendendo altresì concrete le condizioni di partecipazione e di coinvolgimento dei cittadini al governo del territorio nazionale, sulla base di una nuova concezione del rapporto Stato - cittadini, trasparente e partecipativa. Di fronte alla legittima pluralità di soggetti e di interessi particolari, il sistema di governo deve tendere a limitare la conflittualità e ad agire positivamente in difesa della coesione istituzionale e sociale;

Ø valorizzare il nuovo ruolo del territorio, nella realizzazione degli obiettivi da conseguire, offrendo un valore aggiunto alla società nella risoluzione dei problemi dei cittadini, in quanto centro unitario, in logica di rete delle reti, di imputazione degli interessi generali. E' necessario al riguardo tessere una rete continua tra centro e periferia, per agevolare la conoscenza dei problemi, per favorire l'individuazione di soluzioni coerenti con i bisogni del territorio, per garantire efficaci sinergie funzionali nella realizzazione degli interventi;

Ø promuovere un coerente cambiamento dell'organizzazione centrale e territoriale dell'Amministrazione, con una cultura nuova e con una visione più moderna sia verso l'esterno, perché nuovi sono i cittadini che si sentono titolari di diritti, nuove sono le Regioni che vogliono esercitare le loro competenze e nuove le autonomie locali che svolgono funzioni sempre più estese e rilevanti, sia all'interno, affinché ogni soggetto operante nell'ambito dell'Amministrazione - al centro come sul territorio - abbia una legittimazione non solo normativa, ma sostanziale con riferimento all'utilità della funzione svolta e della sua rispondenza alle esigenze dell'utenza.

La diffusione della cultura del nuovo ruolo istituzionale e dei contenuti delle missioni cardine dell'Amministrazione ispirerà, nell'anno 2002, l'azione di tutta la dirigenza e sarà oggetto di una costante attività di comunicazione interna, per far condividere le strategie di cambiamento, e di comunicazione esterna, per rendere un migliore servizio alla comunità nazionale e ai cittadini e accrescere la "prestazione" percepita dai cittadini e dalle Istituzioni. 

II. POLITICA DI MODERNIZZAZIONE 

Nell'ambito degli impegni di legislatura assunti dal Governo nei confronti dei cittadini e degli elettori, una priorità è costituita dalla modernizzazione del settore pubblico.

Tutto l'apparato pubblico deve sentirsi vincolato a conformarsi alle seguenti linee direttrici:

Ø realizzare condizioni di efficacia, efficienza ed economicità di gestione;

Ø rendere le strutture fortemente flessibili e capaci di adattarsi costantemente all'evoluzione dei bisogni, realizzando la massima sintonia dell'attività amministrativa e della gestione con gli obiettivi delle politiche generali e settoriali;

Ø misurarsi con la cultura dei risultati per soddisfare le esigenze di una società complessa, aumentando la capacità di programmazione e la managerialità della gestione;

Ø responsabilizzarsi per i risultati dell'attività amministrativa e della gestione e valorizzare le professionalità più capaci. 

Su tale base, nel 2002, per dare vigore alla nuova organizzazione, le priorità strategiche, comuni a tutti i Dipartimenti sono:

1) facilitare e gestire il cambiamento attraverso una nuova cultura dell'Amministrazione, che trovi fondamento nell' investimento sulla formazione permanente ad ogni livello, secondo le indicazioni della "Direttiva su formazione e valorizzazione del personale delle Pubbliche Amministrazioni", emanata il 13 dicembre 2001 dal Ministro della Funzione Pubblica, anche implementando la formazione a distanza e la sinergia con il privato, come imprescindibile premessa alla partecipazione dei processi di innovazione, per farsi sempre più "guida" al cambiamento, attraverso una dirigenza orientata e responsabile dei risultati, culturalmente attrezzata per promuovere un nuovo modello di Amministrazione;

2) migliorare l'efficienza e la qualità dei servizi, anche ricorrendo a forme di esternalizzazione dei servizi;

3) sviluppare la capacità di pianificazione e controllo, con particolare riguardo all'impianto del controllo di gestione, nell'ambito dell'implementazione di tutti i livelli della funzione di controllo interno;

4) realizzare la semplificazione amministrativa, sia con riguardo alle procedure gestite, che con riferimento all'impianto del sistema di valutazione dell'impatto della regolazione. Priorità assoluta sarà riservata agli interventi, sia di natura normativa che amministrativa, disciplinati dalla legge finanziaria (artt. 49 e 50) e concernenti la nuova disciplina dei beni mobili registrati sequestrati e confiscati;

5) adeguare i sistemi informativi automatizzati, anche alla luca delle linee di indirizzo emanate dal Ministro per l'Innovazione e la tecnologia in data 21 dicembre 2002; in particolare occorrerà potenziare le strutture di information comunication technology per rendere operativi il maggior numero di servizi on line e consentire la più ampia diffusione delle nuove tecnologie fra il personale dipendente, la cui formazione dovrà sempre più essere resa disponibile con il supporto dell'informatica;

6) realizzare un contenimento della spesa, con particolare riferimento all'accentramento della gestione dei servizi comuni;

7) introdurre una moderna ed efficiente gestione del patrimonio, ottimizzando, in particolare, anche con interventi ed apporti esterni, la gestione del patrimonio del Fondo Edifici di Culto;

8) introdurre strumenti di gestione delle conoscenze;

9) accreditare un Ufficio Territoriale del Governo, il più prossimo al cittadino per soddisfare le sue esigenze, il più vicino possibile alle istituzioni pubbliche e private che agiscono sul suo territorio, strumento di rete con tutto quanto si muove sul territorio in modo da rappresentare un valore per le istituzioni e i cittadini. Un Ufficio Territoriale del Governo in grado, cioè, di realizzare un ambiente sociale coeso e favorevole allo sviluppo, nonché capace di avviare azioni che garantiscano la regolare vita associativa ed economica. Ciò nel rispetto delle sfere di competenza e di autonomia che rendono le diversità una ricchezza, quando esse si ritrovano in un riferimento unitario;

10) trasformare un'antica Amministrazione, ricca di tradizioni, di risorse umane e strumentali, di valori di servizio in un'Amministrazione più moderna e più capace di rispondere, nei vari settori di attività, alle esigenze della complessità, che non si accontenta di risposte semplici e che misura la bontà delle istituzioni dalla qualità dei risultati raggiunti. 

Tali obiettivi saranno perseguiti, con un numero circoscritto di azioni, anche in contesti limitati di ciascun Dipartimento e/o uffici territoriali, ma ad alto impatto, per rendere immediatamente visibile, all'interno e all'esterno, il cambiamento.

Inoltre, per promuovere un salto di qualità per l'intera macchina amministrativa, dovrà essere predisposta la progettazione del processo di ammodernamento, da articolare secondo una specifica pianificazione attuativa pluriennale, che precisi relative fasi e tempi, sulla base delle seguenti linee programmatiche generali: 

1) rendere flessibili le articolazioni degli uffici, nella distinzione tra funzioni di risultato e quelle di supporto, e l'impiego delle risorse umane secondo criteri di mobilità, per motivarle e arricchirle professionalmente;

2) snellire le procedure e la produzione di atti e servizi;

3) razionalizzare l'utilizzo delle risorse strumentali, con un forte investimento nell'informatica;

4) potenziare la comunicazione interna ed esterna, per sviluppare la capacità di interrelazione e confronto, per dare valore aggiunto ai servizi resi e alla loro percezione da parte dei cittadini e delle Istituzioni.

III. POLITICA DEGLI AFFARI INTERNI E TERRITORIALI 

La strategia di interventi nel settore, che riguarda più specificamente gli affari civili interni e del territorio, si sviluppa principalmente nel sostegno al nuovo ruolo interministeriale, e al tempo stesso strategico degli Uffici Territoriali del Governo nel complesso sistema amministrativo italiano, affinché le nuove strutture diventino concretamente un centro di impulso innovatore della realtà amministrativa locale, in ottica di rafforzamento dei rapporti con gli enti locali.

In tale direzione, nel 2002, gli obiettivi generali sono: 

1. attuare interventi di potenziamento degli Uffici Territoriali del Governo sul piano organizzativo, quali: 

a. elaborazione di sistemi di supporto conoscitivo tecnico, utilizzabili per la costruzione di politiche pubbliche, integrate e coerenti con le politiche territoriali, cui gli Uffici Territoriali del Governo dovranno dare il loro contributo concreto in sede locale e propositivo a livello nazionale;

b. elaborazione di modelli organizzativi per la gestione di servizi comuni a più competenze ministeriali;

c. supporto all'istituzione di adeguate strutture di comunicazione istituzionale, spingendo sul versante dell'informatizzazione; 

2. supportare il funzionamento e tutelare la regolare costituzione degli organi degli enti locali, per garantirne i diritti e sostenerne l'azione e per favorire la corretta ed efficiente attuazione dei loro progetti di crescita economica e sociale;

3. curare particolarmente, nel settore dell'Amministrazione civile, il rapporto con gli enti locali, i servizi elettorali, la finanza locale. Importanza fondamentale rivestono le nuove misure introdotte dalla recente legge finanziaria, tra le quali, in particolare, l'istituzione presso il Ministero del Fondo per la tutela dello sviluppo socio-economico delle isole minori, che rappresenta un'ulteriore opportunità di sviluppo per tali comunità e del Fondo per la riqualificazione urbana dei comuni;

4. implementare e/o portare a rapida definizione i progetti rientranti nel piano nazionale di e-governement sull'impiego delle tecnologie dell'informazione per lo sviluppo di servizi in rete al cittadino (carta d'identità elettronica e carta nazionale dei servizi, indice nazionale delle anagrafi, voto elettronico). 

In particolare: 

a) carta d'identità elettronica: definire un limitato e qualificato numero di realtà territoriali per la messa a punto di un modello di riferimento per l'accesso da parte dei cittadini a servizi nazionali e locali erogati per via telematica;

b) Indice nazionale delle anagrafi: potenziare la realizzazione, nel settore dei servizi demografici, del sistema che consente l'accesso e l'interscambio anagrafico a tutti i comuni attraverso strumenti telematici, anche in rapporto alla diffusione della carta nazionale dei servizi;

c) processo elettorale: progettare un'ipotesi di ammodernamento del seggio elettorale per lo snellimento dell'organizzazione delle operazioni di voto e dare avvio alla sperimentazione dell'utilizzo della carta d'identità elettronica per l'identificazione automatica dell'elettore al seggio. 

IV. POLITICA DELL'ORDINE E DELLA SICUREZZA PUBBLICA 

La strategia di interventi nel settore della pubblica sicurezza, tendenti ad ottenere un miglioramento delle condizioni generali dell'ordine e della sicurezza pubblica, a soddisfazione degli impegni assunti dal Governo nei confronti dei cittadini, si sviluppa nelle seguenti direttrici:

Ø il rilancio dell'attività di prevenzione;

Ø la riaffermazione della presenza delle autorità di pubblica sicurezza;

Ø il coinvolgimento di tutti i soggetti presenti sul territorio

Potenziamento, quindi, dell'intero sistema di sicurezza, attraverso forme di raccordo, di sinergia e di integrazione con comuni, province e regioni, attivando competenze o rafforzandole in settori che concretamente potrebbero aggiungere valore all'esistente.

L'impegno dei vertici sarà rivolto costantemente, in ogni sede e ad ogni livello, al coordinamento, anche per implementare la cultura del risultato, a soddisfazione dell'accentuata e diffusa richiesta di sicurezza da parte dei cittadini.

Su tale base, nel 2002, per dare concreto impulso al nuovo sistema, le priorità strategiche, sono: 

1. rafforzare il progetto di "polizia di prossimità": le Forze di polizia devono essere sul territorio prossime al cittadino, comprendendo nel sistema di prevenzione e repressione dei reati anche le Forze di polizia municipale, in quanto agenti di pubblica sicurezza. Saranno, pertanto, costantemente aggiornate e implementate le direttive di massima per la realizzazione dei piani coordinati di controllo del territorio, prevedendo un attivo coinvolgimento della Polizia Municipale.

In tale quadro avrà decisiva rilevanza l'impiego del citato Fondo per la riqualificazione urbana dei comuni, costituito con la nuova legge finanziaria presso il Ministero, le cui risorse andranno finalizzate al miglioramento delle condizioni di vivibilità dei centri urbani, con positive ricadute sulla situazione generale della sicurezza pubblica.

Occorre promuovere, in definitiva, un'accezione della polizia di prossimità che, con dispositivi più adeguati e flessibili - dal poliziotto o carabiniere o vigile di quartiere ad una più razionale dislocazione dei presidi sul territorio - solleciti in misura più accentuata rispetto ad oggi una prossimità e vicinanza dei cittadini e delle istituzioni alle Forze dell'ordine.

Detto modello di "polizia di prossimità" sarà opportunamente integrato e potenziato con una "polizia di comunità", affidando, sull'esempio anglosassone, a soggetti diversi da quelli tradizionali alcune funzioni di sicurezza secondaria, e riservando a questi ultimi le competenze di sicurezza primaria, più strettamente di polizia e legate ai poteri di investigazione, nonché, nei casi previsti dalla legge, di necessaria coercizione.

Saranno, pertanto, individuate le funzioni di polizia di sicurezza secondaria da affidare a soggetti diversi dalle Forze di Polizia (Istituti di vigilanza e altri soggetti), estendendo ad altre realtà territoriali il progetto pilota affidato al Questore di Milano.

Il modello indicato delinea una concezione di sicurezza condivisa e partecipata, in grado di liberare energie molteplici, ognuna con una propria precisa sfera di competenza, in un sistema unitario idoneo ad accrescere le condizioni di vivibilità dei cittadini

2. avviare un generale processo di redistribuzione territoriale dei presidi e delle risorse umane e materiali delle Forze di Polizia. Ciò sia per garantire una piena "prossimità" delle Forze dell'ordine ai cittadini e alle istituzioni e di questi alle Forze dell'ordine, che per razionalizzare e ottimizzare l'impiego delle risorse, in piena sinergia con tutti i soggetti presenti sul territorio; 

3. realizzare programmi di ammodernamento e potenziamento organizzativo/ tecnologico della Polizia di Stato, dell'Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza. In particolare andranno assicurate le seguenti linee direttrici: 

a) completamento del piano di graduale estensione su tutto il territorio nazionale di sale operative unificate;

b) attuazione, in via sperimentale, del numero unico europeo per le chiamate di emergenza;

c) potenziamento del settore delle telecomunicazioni;

d) formazione continua degli operatori della sicurezza, fondata sulla cultura della responsabilità e del merito, prevedendo strumenti e procedure contrattuali originali, supportati dalle risorse attribuite dalla legge finanziaria; 

4.realizzare un generale riordino logistico del Dipartimento della Pubblica Sicurezza, per accrescerne la funzionalità operativa e ottimizzare le risorse. 

Altri obiettivi generali della politica di sicurezza, per l'anno 2002, sono: 

1. contrasto dei reati "predatori" con particolare riferimento al fenomeno dei furti nei domicili privati;

2. lotta al fenomeno della prostituzione: contrasto delle attività di sfruttamento della prostituzione e di tratta delle persone, attraverso una mirata azione di polizia e gli interventi ambientali e sociali indispensabili, ponendo anche allo studio misure innovative che potranno tradursi in proposte normative;.

3. sviluppo delle attività di sicurezza relative all'immigrazione, secondo linee in indirizzo di massimo contrasto delle organizzazioni criminali operanti nella tratta di esseri umani e di rafforzamento dei controlli nei confronti dell'immigrazione clandestina;

4. lotta a tutti i fenomeni criminali collegati alla droga, assicurando, inoltre, il rafforzamento delle azioni di dissuasione e prevenzione, e operando in sinergia con l'attività del neoistituito Dipartimento presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri.

In merito alle azioni di contrasto alle fenomenologie criminose di cui ai punti 1, 2 e 4 (lotta allo sfruttamento della prostituzione, lotta alla droga e contrasto dei furti), saranno attivati mirati progetti pilota;

5. lotta al terrorismo: sarà mantenuta alta l'attenzione sul potenziamento delle correlate attività di prevenzione, di intelligence, e di cooperazione internazionale. Ciò sia in sede legislativa che attraverso l'attività investigativa operativa.

6. lotta al crimine di stampo mafioso: gli strumenti sono l'investigazione e gli interventi di scioglimento di enti condizionati da organizzazioni mafiose;

7. contrasto al crimine organizzato: resta prioritario l'impegno per la lotta al riciclaggio, all'estorsione, al racket e all'usura, al contrabbando, ai tentativi di infiltrazione mafiosa nel settore degli appalti, reati tutti di forte incidenza negativa sull'economia, anche potenziando gli strumenti di intelligence non convenzionali;

8. rafforzamento delle sinergie e della cooperazione in campo europeo e internazionale, soprattutto nei settori della lotta al terrorismo, al crimine organizzato e al traffico di droga. Sarà, al riguardo, avviato a realizzazione il progetto di istituzione di una rete interforze di ufficiali di collegamento all'estero (con esclusione dei compiti di negoziazione diplomatica);

9. rafforzamento delle condizioni di sicurezza e legalità nel Mezzogiorno, con particolare riguardo allo sviluppo del programma operativo "Sicurezza per lo sviluppo del Mezzogiorno d'Italia", mediante:

Ø potenziamento delle tecnologie in uso alle forze di polizia, privilegiando gli interventi strutturali;

Ø qualificazione, formazione ed aggiornamento delle risorse umane della sicurezza anche con piani di coinvolgimento della società civile nelle problematiche della sicurezza, teso ad un atteggiamento di apertura verso gli operatori;

Ø sinergia di intervento tra apparato di sicurezza nella gestione locale del territorio mediante piani di formazione integrata tra Forze di polizia e Polizia Municipale, e con l'apertura anche alle risorse private;

10. potenziamento dell'operatività della polizia stradale, ferroviaria, delle comunicazioni, di frontiera e per l'immigrazione, mediante riordino organizzativo e arricchimento degli organici e delle dotazioni strumentali, e attraverso forme di partenariato con stipulazione di convenzioni con la Società Ferrovie dello Stato, con la Società Poste Italiane e con altre società interessate;

11. ordine pubblico: la linea è di rigore di fronte alle violazioni di legge, ma con il massimo rispetto delle libertà costituzionali. Ciò richiederà una cura specifica dell'addestramento dei reparti speciali destinati a tale impiego. Totale rigore sarà mantenuto e potenziato anche per contrastare la violenza negli stadi, sulla base della normativa specifica già varata e che ha dato positivi risultati nonché delle ulteriori misure messe allo studio;

12. recupero di risorse: l'obiettivo sarà perseguito attraverso: eliminazione di sprechi e ridondanze; adozione di nuovi metodi di tutela e vigilanza a persone e obiettivi a rischio, anche tramite l'ausilio delle Forze armate e l'immissione di personale civile, ove possibile; redistribuzione territoriale dei presidi per evitare sovrapposizioni; maggiore coinvolgimento dei corpi di polizia municipale nel controllo del territorio; ammodernamento tecnologico; contribuzione alle spese di accasermamento da parte delle realtà territoriali (comuni, province, regioni) che sono destinatarie dell'attività di prevenzione

V. POLITICHE DELLE LIBERTÀ CIVILI E DELL'IMMIGRAZIONE 

La strategia di interventi nel "settore delle libertà civili e dell'immigrazione", al quale spettano funzioni e compiti di tutela delle libertà civili, comprese quelle concernenti l'immigrazione, l'asilo, la cittadinanza, le confessioni religiose e le minoranze etniche, si sviluppa, in un'ottica di garanzia delle predette libertà, nelle seguenti direttrici: 

Ø definire le politiche dell'immigrazione e dell'asilo (anche alla luce delle indicazioni emergenti dal disegno di legge in discussione in Parlamento), test di indiscutibile valore in una società necessariamente sempre più connotata dai caratteri della multietnicità, della multireligiosità e della multirazzialità, in cui è necessario trovare i giusti contemperamenti in accorte scelte di integrazione e di accoglienza;

Ø consolidare le strutture dei servizi civili, rendendole sempre più adeguate allo standard di una moderna democrazia e dotandole di appropriate strumentazioni e efficaci risorse gestionali, a presidio della coesione sociale sul territorio. Intelligenti politiche dell'immigrazione e dell'asilo, unite ad un'intelligente gestione dei relativi servizi civili facilitano, infatti, il mantenimento della coesione sociale nel Paese e contrastano fasce di intolleranza e di esclusione che ancora esistono nella società, fonti di possibili forme di pericolosa frattura sociale;

Ø avviare una specifica azione di innovazione e di cambiamento culturale, in una prevalente visione di sintesi generalista, che osserva per intero le dinamiche della società, assicurando a queste ultime e alle sue componenti le migliori condizioni per la crescita e lo sviluppo. 

In tale direzione, nel 2002, gli obiettivi generali sono: 

1) dare attuazione alle politiche dell'immigrazione e dell'asilo, anche con riferimento alle previsioni normative previste dal nuovo disegno di legge di modifica del Testo Unico sull'Immigrazione;

2) tutelare le libertà civili ed evidenziare tutte le condizioni di difficoltà di esercizio di un diritto e/o di una libertà, trovando gli strumenti utili per rimuovere ostacoli, discriminazioni e forme di esclusione sociale, promovendo condizioni di pari opportunità e contrastando ogni tipo di sfruttamento e minorità della persona umana. In tali ambiti andrà avviato anche il progetto nazionale per la prevenzione della tratta di esseri umani, in collaborazione con i Paesi dell'Europa centro-orientale, proseguendo le iniziative di sostegno al rimpatrio e alla reintegrazione nei Paesi di origine delle vittime della tratta;

3) dare il massimo impulso al programma di misure che concorrono a conferire maggiore efficacia al contrasto dell'immigrazione clandestina (rete dei centri di permanenza temporanea ed assistenza), anche con riferimento alle previsioni normative innovative previste dal nuovo disegno di legge di modifica del Testo Unico sull'Immigrazione e l'asilo;

4) ottimizzare gli interventi intesi a gestire ( strutture governative di primo soccorso), nel quadro delle misure governative di contenimento del fenomeno, gli afflussi di stranieri irregolari sulle coste italiane;

5) sviluppo del piano di completamento della costituzione dei servizi di accoglienza alla frontiera, nei quindici valichi complessivamente individuati, verificando la funzionalità dei servizi già attivati.

6) attivare sinergie e reti di collegamento con altri dicasteri, con il mondo dell'associazionismo e del volontariato, con enti pubblici e privati per creare sul territorio una rete di capacità e risorse che valorizzino le diversità e le identità, ricomponendole in un quadro d'insieme coerente con gli interessi del Paese e con gli interessi degli altri partners europei;

7) prestare sensibile attenzione alle "fragilità sociali", monitorando l'efficacia degli interventi a favore dei minori a rischio di criminalità, delle attività di prevenzione, recupero e reinserimento dei tossicodipendenti, di contrasto del fenomeno della pedofilia e della violenza sessuale sui minori nonché fornendo maggiore slancio alle iniziative di sostegno in favore delle vittime di reati che offendono in modo particolare la sensibilità dell'opinione pubblica. Si proseguirà con il massimo rigore a contrastare gli effetti dannosi derivanti dall'attività della criminalità organizzata di stampo mafioso e legate al racket e all'usura, anche ottimizzando l'efficienza e l'efficacia degli interventi a sostegno economico delle vittime dei predetti reati;

8) migliorare la conoscenza delle realtà religiose non riconducibili alla cattolica, anche implementando, attraverso gli Uffici Territoriali del governo, i contatti con Enti e Istituzioni che operano nel settore, per sostenere l'azione generale di governo nei rapporti con tutte le confessioni religiose presenti in Italia, a tutela della coesione sociale e della pacifica convivenza civile.

VI. POLITICA DELLA SICUREZZA CIVILE: SOCCORSO PUBBLICO, DIFESA CIVILE E PROTEZIONE CIVILE

La strategia di interventi nel settore della sicurezza civile - in un'accezione di sicurezza civile più ampia e articolata - con particolare riguardo alle due componenti essenziali negli stati di emergenza e cioè la protezione civile, di cui il Ministro dell'Interno ha la delega per l'esercizio delle specifiche funzioni, e la difesa civile, si sviluppa, con l'impegno del Corpo Nazionale dei Vigili del fuoco, cui la nuova struttura ministeriale ha conferito particolare risalto, nelle seguenti direttrici:

Ø realizzare una forte sinergia con regioni, enti locali, istituzioni scolastiche e del volontariato per migliorare la capacità di difesa del sistema complessivo di sicurezza civile legato a tutti gli eventi riconducibili al settore e far crescere una nuova cultura della gente intorno allo specifico comparto, in modo che la sicurezza civile diventi anch'essa uno strumento per garantire libertà ed esercizio di diritti;

Ø realizzare un efficace e concreto coordinamento dei vari ambiti, utilizzando l'apporto delle risorse a disposizione e facendo riferimento sul territorio ai Prefetti per le emergenze nazionali - nel rispetto delle competenze demandate alle regioni e agli altri enti locali responsabili degli interventi nei loro specifici comparti territoriali - e al Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco per la direzione tecnica dei servizi onde assicurare una visione unitaria degli interventi e far prevalere la cultura dei risultati piuttosto che delle competenze, che può portare alla frantumazione degli sforzi;

Ø assicurare la coesione e la compattezza operativa degli apparati pubblici statali, in occasione di calamità di portata nazionale, in un contesto di chiara individuazione delle responsabilità;

Ø interventi di Finanza locale a sostegno degli enti locali, anche in relazione a nuove funzioni attribuite o da attribuire, in una visione che non prescinda da una concezione di sicurezza civile, partecipata e condivisa.

In tale direzione, nel 2002, gli obiettivi generali sono:

1. difesa civile: sulla base degli interventi normativi allo studio, sarà perseguito, anche grazie alle risorse attribuite dalla legge finanziaria, il potenziamento della componente della difesa civile, sviluppando le sinergie necessarie con gli altri dicasteri interessati a pianificare un efficace sistema di interventi che nelle emergenze derivanti da stati di crisi, nazionali o internazionali, siano in grado di assicurare una presenza dello Stato rassicuratrice e attenta;

2. sicurezza ambientale e tutela dell'incolumità: per incrementare la sensibilità su questi aspetti dell'attività di prevenzione del rischio, saranno attivate incisive azioni di diffusione della cultura antinfortunistica e di sicurezza ambientale. Particolare attenzione sarà dedicata a un'efficace tutela dai rischi di radioattività e di incidenti rilevanti connessi con determinate attività pericolose;

3. soccorso pubblico: per il soccorso tecnico urgente da parte del Corpo Nazionale dei Vigili del fuoco, bisognerà ottenere omogeneità di risposta, anche in termini di riduzione dei tempi di intervento;

4. interventi di potenziamento, sul piano organizzativo, del Corpo Nazionale dei Vigili del fuoco, per soddisfare la crescente necessità di tutela dell'incolumità dei cittadini:

a. dotazioni tecnologiche: ad es. attivazione di un adeguato sistema di comunicazioni, con collegamenti interfonici e trasmissione digitale di dati e immagini, a garanzia di una maggiore efficacia nella gestione dell'emergenza, come nella fase di prevenzione;

b. apertura di nuovi presidi dei vigili del fuoco e ammodernamento delle sedi, soprattutto nelle aree metropolitane;

c. valorizzazione della componente volontaria del Corpo;

d. incremento degli organici;\

e. rinnovo del parco veicolare antincendio;

f. fornitura di adeguati equipaggiamenti, mezzi e strumenti;

5. sviluppo di azioni di partenariato pubblico/privato, anche a fini di riduzione dei costi

B. ALTRI OBIETTIVI GENERALI PIÙ SPECIFICAMENTE CONCERNENTI L'ATTIVITÀ AMMINISTRATIVA E LA GESTIONE E DEI CENTRI DI RESPONSABILITÀ AMMINISTRATIVA (CRA), CHE NE SONO RESPONSABILI

Per tutti i Dipartimenti di nuova istituzione è prioritario portare rapidamente a regime la nuova articolazione dipartimentale.

In tale contesto, da parte di tutti i Dipartimenti saranno perseguiti i seguenti obiettivi di miglioramento organizzativo e di efficienza:

obiettivo n.1 rendere operativo il secondo livello di organizzazione, quello della managerialità operativa;

obiettivo n.2 realizzare interventi di adeguamento organizzativo alle nuove missioni assegnate, tenuto conto anche del processo di devoluzione già realizzato con la legge costituzionale n. 3 /2001;

obiettivo n.3 riequilibrare le funzioni di supporto e le funzioni di risultato all'interno dei processi gestionali del Dipartimento, dando flessibilità agli apparati e razionalizzando l'utilizzo delle risorse e la logistica, anche al fine di contenimento dei costi;

obiettivo n.4 razionalizzare e integrare i flussi informativi, a fini di miglioramento della comunicazione interna, sviluppando gli strumenti e l'impiego delle tecnologie informatiche, in ottica di messa in rete di tutti gli uffici dei Dipartimenti.

Inoltre, ai singoli centri di responsabilità, sono assegnati i seguenti obiettivi specifici:

CRA N I - GABINETTO E UFFICI DI DIRETTA COLLABORAZIONE ALL'OPERA DEL MINISTRO

obiettivo n.1 completare, con il coordinamento del Gabinetto, l'assetto organizzativo interno degli uffici di diretta collaborazione, in ottica di assicurare la massima integrazione e sinergia delle attività delle sue componenti, che unitariamente e coerentemente supportano l'opera del vertice politico. In particolare saranno curati:

Ø il sollecito completamento degli ulteriori provvedimenti necessari a rendere operativo il regolamento degli uffici di diretta collaborazione, ad integrazione della piena operatività dell'intera macchina ministeriale;

Ø l'adeguamento delle conoscenze strumentali all'azione del vertice politico ai bisogni costantemente rilevati e aggiornati, migliorandone la tempestività e la conformità, anche con riguardo all'azione di supporto nell'attività di rilievo internazionale, attesi i molteplici rilevanti impegni comunitari, internazionali e di relazioni a livello globale previsti nell'anno e che investono le materie di competenza del Ministero dell'Interno.

A tale fine si promuoverà la massima comunicazione interna per la condivisione dei flussi documentali e informativi, a fini di ottimizzazione della tempestività e dell'efficacia delle attività, anche attraverso la progressiva implementazione dell'impiego delle tecnologie informatiche e telematiche, in ottica di messa in rete di tutte le articolazioni interne;

Ø la razionalizzazione della logistica degli Uffici.

obiettivo n.2 .assicurare la massima coesione delle attività, a fini di tempestività ed efficacia, nonché l'organizzazione e l'integrazione dei flussi informativi, anche su supporto informatico, anche con riguardo al raccordo con le strutture dipartimentali, sotto i diversi profili dell'indirizzo politico, delle attività di controllo interno e dell'attività legislativa e parlamentare;

obiettivo n.3 fornire il massimo supporto e raccordo da parte del Gabinetto ai Dipartimenti e ai Prefetti per la pianificazione e realizzazione degli obiettivi generali delle politiche del Ministero, con particolare riguardo alle connesse attività di comunicazione e ai profili di relazione con enti esterni e altri livelli istituzionali, in sinergia con l'apporto tecnico-metodologico del Servizio di controllo Interno e tecnico-giuridico dell'ufficio Affari Legislativi e Relazioni Parlamentari.

CRA N. 2 - DIPARTIMENTO PER GLI AFFARI INTERNI E TERRITORIALI:

obiettivo n. 1 progetto "Osservatorio permanente UTG" finalizzato a potenziare gli Uffici Territoriali di Governo per renderli tanto struttura servente delle diverse realtà territoriali e del sistema delle autonomie, quanto strumento deputato ad agevolare, sul territorio, le linee attuative del processo di devoluzione. A tal fine dovrà essere realizzato un sistema informativo di supporto degli Uffici Territoriali di Governo, che consenta l'analisi e l'elaborazione delle linee di indirizzo normativo ed ermeneutico provenienti dalle Amministrazioni centrali nonché le informazioni di interesse territoriale;

obiettivo n. 2 progetto "Economicità di gestione". Saranno incrementati i livelli di efficienza nell'attività di gestione attraverso la predisposizione di un piano di orientamento degli investimenti informatici verso l'automazione delle funzioni comuni di servizio (contabilità economica,centrale unica degli acquisti);

obiettivo n. 3 progetto "Digitalizzazione dedicata".

Il progetto riguarderà l'introduzione della digitalizzazione:

Ø nella gestione documentale con la sperimentazione, presso la Direzione Centrale per i Servizi demografici, delle nuove tecnologie (paper-ness) e con l'implementazione del sistema di protocollo informatico;

Ø nella formazione, con la realizzazione di specifici programmi di qualificazione ed aggiornamento a distanza (e-learning) per gli operatori dei servizi demografici dei comuni e per il personale dell'Amministrazione civile in servizio presso gli Uffici Territoriali del Governo dei capoluoghi di regione;

Ø nella emissione di documenti amministrativi, mediante l'attivazione di collegamenti telematici con la Banca d'Italia e la Ragioneria centrale dello Stato (mandati informatici di pagamento);

o l' implementazione:

Ø nella reingegnerizzazione del sistema informatico dell'anagrafe degli italiani residenti all'estero con la sperimentazione, mediante apposita convenzione con il Ministero degli Affari Esteri,della connessione dei consolati italiani al sistema di accesso ed interscambio anagrafico:

obiettivo n. 4 progetto "Efficienza avanzata". Il progetto prevede la realizzazione di condizioni di economicità di gestione per i 4041 comuni con meno di 3000 abitanti, mediante la predisposizione delle misure amministrative necessarie ad agevolare l'introduzione della contabilità economica.

CRA N. 3 - DIPARTIMENTO DELLA PUBBLICA SICUREZZA:

obiettivo n. 1 attivare sezioni specializzate delle Squadre mobili per il contrasto alla criminalità riconducibile a paesi extracomunitari;

obiettivo n. 2 potenziare le squadre info-investigative specializzate delle Digos per la prevenzione e repressione dei reati di violenza e discriminazione in occasione di manifestazioni sportive;

obiettivo n. 3 attivare strutture investigative e di controllo per la "polizia dei giochi";

obiettivo n. 4 realizzare un piano di formazione e addestramento mirati dei reparti destinati all'ordine pubblico; 

obiettivo n. 5 realizzare più accentuato ricorso all'"outsourcing", anche per le attività proprie dei centralinisti e degli autisti, nell'ambito di un piano di alleggerimento dalle attività improprie degli appartenenti alle Forze di Polizia;

obiettivo n. 6 promuovere e sviluppare programmi di partenariato con soggetti pubblici e privati relativamente al potenziamento delle risorse sanitarie e sportive della Polizia di Stato, al loro impiego per finalità di promozione sociale e di tutela sanitaria, anche per l'utenza pubblica esterna alla Polizia di Stato in situazioni di particolare disagio ambientale.

CRA n. 4 - DIPARTIMENTO PER LE LIBERTA' CIVILI E L'IMMIGRAZIONE:

obiettivo n.1 individuare e diffondere in rete modelli operativi per l'azione e il coordinamento delle attività dei Consigli territoriali per l'Immigrazione;

obiettivo n. 2 ampliare la rete dei centri di permanenza temporanea e assistenza, con rilevamento continuo dei livelli di gestione e con controllo degli oneri connessi;

obiettivo n. 3 ottimizzare gli standard di efficienza delle strutture governative di primo soccorso utilizzate in occasione di afflussi di stranieri irregolari sulle coste italiane;

obiettivo n. 4 completare il trasferimento della funzione concessoria delle provvidenze economiche in favore dei minorati civili alle Regioni a Statuto Speciale (Sicilia, Sardegna e Friuli Venezia Giulia), facilitando i necessari provvedimenti per l'acquisizione delle competenze.

obiettivo n.5 realizzare una revisione generale dell'organizzazione connessa alle istanze per l'ottenimento della cittadinanza italiana, anche attraverso il collegamento tra Ministero e Uffici Territoriali del Governo-Prefetture. Sarà anche Implementato il sito Internet per un miglioramento della comunicazione e delle informazioni all'utenza e sarà sviluppata la formulazione di proposte di modifiche normative con riferimento a possibili cause di esclusione.

obiettivo n. 6 mettere a punto un efficiente sistema di rilevazione delle Confraternite cui sia stato riconosciuto lo scopo esclusivo o prevalente di culto e verifica della loro effettiva operatività;

obiettivo n. 7 ottimizzare le procedure di riconoscimento della personalità giuridica, modifica ed estinzione degli Enti di culto cattolico;

CRA N. 5 - DIPARTIMENTO DEI VIGILI DEL FUOCO, DEL SOCCORSO PUBBLICO E DELLA DIFESA CIVILE:

obiettivo n.1 riorganizzare, ristrutturare e potenziare le sale operative degli UTG per la gestione delle crisi;

obiettivo n.2 potenziare i CAPI (Centri Assistenziali di Pronto Intervento): implementarne la capacità operativa mediante acquisizione e manutenzione dei mezzi e materiali in modo da mantenerli in condizione di massima efficienza;

obiettivo n.3 potenziare il servizio antincendi aeroportuali per consentire la riclassificazione degli aeroporti;

obiettivo n.4 potenziare la dotazione di mezzi del nucleo elicotteri del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco;

obiettivo n. 5 avviare la realizzazione a rete (presso i Comandi Provinciali VV.F. dei capoluoghi di Regione) di nuclei specializzati per fronteggiare emergenze di natura N.B.C.;

obiettivo n. 6 migliorare l'efficienza dell'attività di prevenzione incendi del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco in particolare per l'applicazione della direttiva CEE in materia di rischi di incidenti rilevanti;

obiettivo n. 7 adeguare l'azione del soccorso pubblico attraverso l'acquisizione di mezzi, attrezzature ed impianti relativi al funzionamento delle Colonne Mobili Regionali.

Lo sviluppo operativo e temporale degli obiettivi dei singoli centri di responsabilità ricompresi nella presente sezione è illustrato nelle schede allegate alla direttiva di cui costituiscono parte integrante.

C. DEFINIZIONE DEI MECCANISMI DI MONITORAGGIO, DEI CRITERI DEGLI INDICATORI E DEI PARAMETRI PER LA MISURAZIONE (QUANTO PIU' POSSIBILE OGGETTIVA), DEL GRADO DI REALIZZAZIONE DEGLI OBIETTIVI E DELLE CONNESSE RESPONSABILITA'.

Nell'ambito dei piani attuativi delle linee generali di sviluppo della "Politica di modernizzazione" di cui al paragrafo n. II della presente direttiva, è previsto quello relativo allo sviluppo della capacità di pianificazione e controllo.

La definizione dei meccanismi di monitoraggio, dei criteri, degli indicatori e dei parametri per la misurazione e delle connesse responsabilità, richiede, quindi, una complessiva elaborazione progettuale, di più lungo periodo, sul tema della pianificazione e controllo, che sarà svolta, in un'ottica di garanzia della coerenza della sistematica generale del controllo interno, a cura del Servizio di controllo interno, in collaborazione con i Dipartimenti. Si tratterà, in sostanza, di creare un forte collegamento tra obiettivi strategici/obiettivi gestionali - operativi, e conseguentemente tra valutazione e controllo strategico/ controllo di gestione, garantendo il costante allineamento tra strategia/ controllo/direzione per obiettivi.

Pertanto, per il 2002, le linee generali cui conformare il processo di valutazione e controllo strategico, in parallelo allo stato di sviluppo di quello di pianificazione, sono:

Ø definire e introdurre strumenti e meccanismi di valutazione e controllo strategico, nelle sue due direttrici fondamentali di:

a. verifica dell'efficienza del funzionamento della macchina amministrativa;

b. monitoraggio in itinere ed ex post dell'attuazione delle strategie indicate dalla presente direttiva, in coerenza con gli obiettivi generali delle politiche ministeriali e con la pianificazione strategica che sarà elaborata per realizzarli;

Ø chiarire e comunicare le strategie per assicurare la coesione, l'unitarietà e il rafforzamento dell'identità dell'Amministrazione;

Ø implementare il sistema di management (implementare la capacità di pianificazione e controllo della dirigenza);

Ø definire conseguentemente un modello per il primo impianto del controllo di gestione, funzionale alle finalità strategiche di cui sopra, e che tenga conto del riassetto su base dipartimentale, soprattutto per quanto concerne le connesse responsabilità;

Ø definire gli ambiti, inizialmente limitati, di sperimentazione del nuovo modello di controllo di gestione e i tempi di sperimentazione.

D. LINEE GENERALI PER LA DEFINIZIONE DEL SISTEMA DI VALUTAZIONE DEI DIRIGENTI.

In materia di valutazione dei dirigenti, gli obiettivi generali, per il 2002, delle diverse componenti interessate sono:

1. Per il Servizio di controllo interno, in collaborazione con i Dipartimenti - Direzioni centrali preposte alla gestione delle risorse umane:

Ø predisposizione di una proposta progettuale di sistema di valutazione, che possa diventare operativa entro il primo semestre 2002, secondo i seguenti principi:

· definizione dell'oggetto della valutazione (obiettivi, competenze organizzative, prestazioni), in modo da assicurare l'unitarietà, la coerenza e la coesione del sistema per tutte le carriere presenti nell'Amministrazione;

· predisposizione di una metodologia per l'assegnazione degli obiettivi in coerenza con lo stato di sviluppo previsto del processo di pianificazione e controllo;

· individuazione di una metodologia di rilevazione dei risultati, coerente con il sistema di valutazione elaborato, che, soprattutto in una prima fase, utilizzi anche l'autovalutazione e una valutazione di tipo gerarchico funzionale ed individui il legame tra i risultati e la quota di retribuzione spettante ai dirigenti in relazione ai risultati conseguiti;

· coordinamento con le iniziative che la Presidenza del Consiglio dei Ministri attiverà in merito, anche con riferimento alla valutazione dei dirigenti apicali.

2. Per i DipartimentI:

Ø collaborazione con il Servizio di controllo interno nell'elaborazione progettuale di cui sopra attraverso una rete di referenti, in posizione di staff al Capo Dipartimento;

Ø definizione, nell'ambito dell'organizzazione dipartimentale, delle strutture di supporto alla valutazione, anche di tipo gerarchico funzionale;

Ø attivazione delle iniziative formative, compresa la "formazione pratica alla valutazione", necessarie ad assicurare gli aspetti sia di valutazione gerarchico-funzionale previsti dal sistema, che correlate al controllo di gestione, sempre secondo lo stato di sviluppo del sistema di pianificazione e controllo.

E. RISORSE

La direttiva indica i principali risultati da conseguire nell'anno 2002 da parte dei titolari dei centri di responsabilità amministrativa, dirigenti di primo livello (o management generale di primo livello), identificati nei Capi Dipartimento. Ciò anche tenuto conto degli indicatori stabiliti dalla documentazione di bilancio per centri di responsabilità e per funzioni obiettivo

La direttiva determina, altresì, in relazione alle risorse assegnate ai medesimi, gli obiettivi di miglioramento da realizzare.

Risorse umane

La concreta realizzazione degli obiettivi affidati ai titolari dei centri di responsabilità coinvolgerà anche i Prefetti, nella loro qualità di capi degli Uffici Territoriali del Governo, e richiederà l'impegno e la partecipazione dell'intera dirigenza, nonché del personale tutto, nelle articolazioni sia centrali che periferiche, la cui piena valorizzazione e coinvolgimento nelle strategie dell'Amministrazione è condizione indispensabile per il conseguimento dei risultati attesi.

L'Amministrazione, in termini di organici effettivi, può contare su una forza complessivamente pari a n. 157.560 unità (di cui 2695 dirigenti), ripartita nelle diverse carriere (n. 1498 della carriera prefettizia; n. 103.371 della Polizia di Stato; n. 31.253 del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco; n. 21.438 del personale dell'amministrazione civile dell'Interno- comparto Ministeri).

Risorse finanziarie e strumentali 

Il Bilancio dello Stato per l'anno 2002, approvato con la legge 28 dicembre 2001, n. 449, attribuisce al Ministero dell'Interno l'importo complessivo in termini di competenza di € 23.990.218.650 (di cui € 19.876.957.873 per spese correnti ed € 4.113.260.777 per spese in conto capitale) ed in termini di cassa di € 25.171.048.772 (di cui € 21.033.032.247 per spese correnti ed € 4.138.016.525 per spese in conto capitale).

Il predetto stanziamento complessivo viene assegnato ai titolari dei centri di responsabilità, come individuati nella Tabella 8 allegata alla legge di approvazione del bilancio dei previsione dello Stato per l'esercizio finanziario 2002, che vi attingeranno prioritariamente per il raggiungimento degli obiettivi da perseguire, descritti in precedenza e rientranti nella sfera delle rispettive funzioni obiettivo, tenendo conto delle attività connesse, secondo quando di seguito specificato (in soli termini di competenza):

€ 18.105.662 (di cui € 17.942.978 di parte corrente ed € 162.684 in conto capitale) al Capo di Gabinetto per le esigenze concernenti la direzione politica ed il funzionamento del Gabinetto stesso e degli altri Uffici di diretta collaborazione all'opera del Ministro;

€ 16.074.903.853 (di cui € 12.446.060.085 di parte corrente ed € 3.628.843.768 in conto capitale) al Capo del Dipartimento per gli Affari Interni e Territoriali per le esigenze di amministrazione generale, di funzionamento del Dipartimento e degli Uffici Territoriali del Governo, per la copertura delle spese relative ai servizi pubblici generali e per i trasferimenti agli enti territoriali, nonché per la gestione delle risorse umane dell'amministrazione civile, di quelle finanziarie e strumentali;

€ 1.377.393.814 (di cui € 1.301.528.924 di parte corrente ed € 75.864.768 in conto capitale) al Capo del Dipartimento dei Vigili del Fuoco, del Soccorso Pubblico e della Difesa Civile per le esigenze di soccorso pubblico, di prevenzione incendi, di difesa civile, nonché per le esigenze di funzionamento del Dipartimento e dei Comandi Provinciali dei Vigili del Fuoco;

€ 120.144.742 (di cui € 119.913.731 di parte corrente ed € 231.011 in conto capitale) al Capo del Dipartimento per le Libertà Civili e l'Immigrazione per le esigenze di tutela dei diritti civili, fra cui l'immigrazione, l'asilo, la cittadinanza e le confessioni religione, nonché per il funzionamento del Dipartimento;

€ 6.399.670.579 (di cui € 5.991.512.155 di parte corrente ed € 408.158.424 in conto capitale) al Direttore Generale della Pubblica Sicurezza - Capo della Polizia - per le esigenze relative ai servizi di polizia ed al funzionamento delle proprie strutture centrali e periferiche.

I sopraccitati stanziamenti assegnati ai centri di responsabilità amministrativa saranno gestiti anche attraverso le contabilità speciali degli Uffici Territoriali del Governo, non individuati tra i centri di responsabilità ed includono gli oneri inerenti le risorse umane utilizzate.

Per quanto attiene le risorse strumentali, si conferma, per l'anno 2002, la validità della dotazione già esistente, pur nella prospettiva di evoluzione e di miglioramento legata alle innovazioni organizzative e tecnologiche di cui si prevede l'attuazione, anche secondo le indicazioni contenute nella presente direttiva.

La presente direttiva è inviata alla Corte dei Conti- Ufficio per il controllo sugli atti dei Ministeri Istituzionali per il tramite dell'Ufficio centrale di Bilancio.

In vista degli esiti perseguiti e al fine di non pregiudicare l'operatività delle strutture del Ministero, i dirigenti di vertice orienteranno con immediatezza la programmazione operativa e le conseguenti azioni agli obiettivi fissati con la presente direttiva. 

Roma, 4 febbraio 2002

F.to I L M I N I S T R O

(Scajola)

15/02/2002