Varie e P.G.


Esercizio in modo clientelare di funzioni pubbliche giustifica il licenziamento (C. di Stato sez. V del 03/10/2005)


Cassazione: cani nel bagagliaio, reato di maltrattamento


Cassazione: Sentenza diritto di difesa del lavoratore


Cassazione: SENTENZA SULLA NOZIONE DI FLAGRANZA DI REATO


I clandestini che su richiesta delle forze dell'ordine non esibiscono un documento d'identità commettono un reato


CORTE COSTITUZIONALE - SI' AL REATO PREVISTO DALLA BOSSI FINI


IL GIUDICE AMMINISTRATIVO E’ INCOMPETENTE a decidere in merito ad atti effettuati da organi di polizia giudiziaria finalizzati alla conservazione delle prove


Opposizione all'ordinanza-ingiunzione: possibile la presentazione alla cancelleria del Giudice di Pace anche tramite il servizio postale - Corte Costituzionale - Sentenza n. 98/2004


CONTROLLI ASSENZE PER MALATTIA - GIUSTIFICAZIONE DELL'ASSENZA ALLA VISITA DI CONTROLLO
Cassazione
Sentenza n. 4247 del 2 marzo 2004


Cassazione penale - sentenza 12 novembre 2003
Pedofilia e malattia mentale - NESSUNO SCONTO


Rifiuti: abbandono di materiali di risulta delle demolizioni

Corte di Cassazione, sez. III, 10 gennaio 2001, n. 133

(ud. 10 novembre 2000) Pres. Acquarone - Est. Lombardi - P.M. Izzo (conf.) - Ric. Duclos

La condotta di colui il quale, nel corso della esecuzione di lavori in economia di demolizione e ristrutturazione di un fabbricato, abbandoni su un piazzale adibito a parcheggio materiali di risulta delle demolizioni, procedendo all’avviamento in discarica del materiale depositato una sola volta nel corso di oltre un anno integra gli estremi del reato di cui all’art. 51, comma primo, del D.L.vo n. 22/97.


Indagini di iniziativa della PG
Cassazione Penale sez. VI del ) giugno 1999
Quando gli agenti di PG vengono a trovarsi in una situazione dagli inequivoci e oggettivi connotati di gravita e di urgenza, quale appunto può essere quella in cui taluno venga sorpreso nella flagranza di reato, legittimamente spiegano il loro pronto e diretto intervento per gli accertamenti necessari, anche attraverso perquisizioni e sequestri e non hanno alcun obbligo di illustrare, nel verbale redatto ex art. 357 c.p.p. l'eccezionalità del loro intervento ex art. 113 disp. att. c.p.p., essendo tale eccezionalità evidenziata correttamente dalla situazione operativa.


La cassazione cambia orientamento in materia di marchi contraffatti
Il reato previsto e punito dall'art. 474 del c.p. (commercio di prodotti con segni falsi) era stato oggetto di una nota decisione giurisprudenziale la quale aveva escluso la rilevanza penale della messa in vendita di prodotti con marchio contraffatto quando il falso è palesemente "grossolano" ed inidoneo a trarre in inganno il consumatore medio (Cass. pen. sez. V, 22.02.2000). Con la recente sentenza n. 130331.2000 la Corte di cassazione ripristina una interpretazione rigida del dispositivo di cui all'art. 474 c.p. prevedendo che il concetto di falso "grossolano" non possa trovare applicazione in relazione ad un precetto che tutela specificamente il bene giuridico della pubblica fede in senso lato.


E' legittima la destinazione dei proventi derivanti dalle sanzioni amministrative pecuniarie previste dall'art. 208 del Codice della Strada
Cassazione Civile sentenza n°426 del 17 ottobre 2000


Violenza o minaccia ad un Pubblico Ufficiale - elemento oggettivo
Cassazione Penale sez. IV 1 giugno 1998

Per la configurabilità del reato di resistenza a Pubblico Ufficiale non è necessario che sia impedita, in concreto, la libertà di azione dello stesso, essendo sufficiente che si usi violenza o minaccia per opporsi al compimento di un atto di ufficio o di servizio, indipendentemente dall'esito positivo o negativo di tale azione e dall'effettivo verificarsi di un impedimento che ostacoli il compimento degli atti predetti. (Nella specie, nella quale il comportamento dell'imputato consisteva in una minaccia, la Cassazione ha affermato l'irrilevanza del fatto che il pubblico ufficiale si fosse sentito o meno minacciato). 


Attività di P.G. identificazione dell'indagato e delle persone informate
Cassazione Penale sez. IV 11 febbraio 1998

Le ricognizioni fotografiche ben possono avvenire, con indubbio valore ai fini della misura cautelare, su iniziativa della stessa P.G., come si evince dal fatto che questa deve adoperarsi (anche) per l'individuazione del colpevole e dalla locuzione "tra l'altro". contenuta nell'articolo 349 comma 2 del c.p.p., che dimostra come gli atti di assicurazione della prova ivi espressamente indicati non esauriscono i poteri di iniziativa della P.G.


Smaltimento rifiuti - Ordinanza contingibile ed urgente del Sindaco
Cassazione Penale sez. III 15 aprile 1998
In tema di smaltimento di rifiuti ove risulti emessa un'ordinanza contingibile ed urgente da parte del Sindaco, ai sensi dell'art. 13 del D.Lgs. 5 febbraio 1997 n° 22, sussiste per il giudice penale il dovere di controllo sul rispetto dei limiti e dei vincoli al potere di emanazione della stessa, cioè sulla legittimità dell'ordinanza, al fine di garantire i diritti alla salute ed all'ambiente che costituiscono i beni tutelati dalle norme penali in materia di rifiuti.


Disturbo delle occupazioni e del riposo delle persone-evento perturbante-prova della rumorosità-esclusioni
Cassazione Penale Sez. I n° 9728 del 23 febbraio 1998
Nell'ipotesi prevista dall'art. 659 comma 2 cp. (esercizio di attività rumorosa contro le disposizioni di legge) l'evento perturbante è presunto juris et de jure, sulla base dei soli esercizio irregolare della professione o del mestiere rumoroso contro le disposizioni di legge o le prescrizioni dell'autorità, per cui non è richiesto, come nella diversa ipotesi del 1° comma, la prova della idoneità del rumore a turbare la quiete pubblica.


Prove-Mezzi di ricerca-sequestri corpi reato
Cassazione Penale Sez. VI n° 337 del 5 marzo 1998
In tema di sequestro probatorio di cose costituenti corpo di  reato, non è necessario offrire la dimostrazione della necessità del sequestro in funzione dell'accertamento dei fatti, atteso che l'esigenza probatoria del "corpus delicti" è in "re ipsa", onde il decreto di sequestro è sempre legittimo quando abbia oggetto cose qualificabili come corpo di reato, essendo necessario e sufficiente, a tal fine, che risulti giustificata detta qualificazione.