Varie e P.G.
Cassazione: cani nel bagagliaio, reato di maltrattamento
Cassazione: Sentenza diritto di difesa del lavoratore
Cassazione: SENTENZA SULLA NOZIONE DI FLAGRANZA DI REATO
CORTE COSTITUZIONALE - SI' AL REATO PREVISTO DALLA BOSSI FINI
Opposizione all'ordinanza-ingiunzione: possibile la presentazione alla cancelleria del Giudice di Pace anche tramite il servizio postale - Corte Costituzionale - Sentenza n. 98/2004
CONTROLLI
ASSENZE PER MALATTIA - GIUSTIFICAZIONE DELL'ASSENZA ALLA VISITA DI
CONTROLLO
Cassazione
Sentenza n. 4247 del 2
marzo 2004
Cassazione penale
- sentenza 12 novembre 2003
Pedofilia e malattia mentale - NESSUNO SCONTO
Rifiuti: abbandono di materiali di risulta delle demolizioni
Corte di Cassazione, sez. III, 10 gennaio 2001, n. 133
(ud. 10 novembre 2000) Pres. Acquarone - Est. Lombardi - P.M. Izzo (conf.) - Ric. Duclos
La condotta di colui il quale, nel corso della esecuzione di lavori in economia di demolizione e ristrutturazione di un fabbricato, abbandoni su un piazzale adibito a parcheggio materiali di risulta delle demolizioni, procedendo all’avviamento in discarica del materiale depositato una sola volta nel corso di oltre un anno integra gli estremi del reato di cui all’art. 51, comma primo, del D.L.vo n. 22/97.
Indagini di
iniziativa della PG
Cassazione Penale sez. VI del ) giugno 1999
Quando gli agenti di PG vengono a trovarsi in una situazione dagli
inequivoci e oggettivi connotati di gravita e di urgenza, quale appunto
può essere quella in cui taluno venga sorpreso nella flagranza di reato,
legittimamente spiegano il loro pronto e diretto intervento per gli
accertamenti necessari, anche attraverso perquisizioni e sequestri e non
hanno alcun obbligo di illustrare, nel verbale redatto ex art. 357 c.p.p.
l'eccezionalità del loro intervento ex art. 113 disp. att. c.p.p.,
essendo tale eccezionalità evidenziata correttamente dalla situazione
operativa.
La
cassazione cambia orientamento in materia di marchi contraffatti
Il reato previsto e punito dall'art. 474 del c.p. (commercio di
prodotti con segni falsi) era stato oggetto di una nota decisione
giurisprudenziale la quale aveva escluso la rilevanza penale della messa
in vendita di prodotti con marchio contraffatto quando il falso è
palesemente "grossolano" ed inidoneo a trarre in inganno il
consumatore medio (Cass. pen. sez. V, 22.02.2000). Con
la recente sentenza n. 130331.2000 la Corte di cassazione ripristina una
interpretazione rigida del dispositivo di cui all'art. 474 c.p. prevedendo
che il concetto di falso "grossolano" non possa trovare
applicazione in relazione ad un precetto che tutela specificamente il bene
giuridico della pubblica fede in senso lato.
E' legittima la destinazione dei proventi derivanti
dalle sanzioni amministrative pecuniarie previste dall'art. 208 del Codice
della Strada
Cassazione Civile sentenza n°426 del 17 ottobre 2000
Violenza o minaccia ad un Pubblico Ufficiale -
elemento oggettivo
Cassazione Penale sez. IV 1 giugno 1998
Per la configurabilità del reato di resistenza a Pubblico Ufficiale non è necessario che sia impedita, in concreto, la libertà di azione dello stesso, essendo sufficiente che si usi violenza o minaccia per opporsi al compimento di un atto di ufficio o di servizio, indipendentemente dall'esito positivo o negativo di tale azione e dall'effettivo verificarsi di un impedimento che ostacoli il compimento degli atti predetti. (Nella specie, nella quale il comportamento dell'imputato consisteva in una minaccia, la Cassazione ha affermato l'irrilevanza del fatto che il pubblico ufficiale si fosse sentito o meno minacciato).
Attività di P.G. identificazione dell'indagato e
delle persone informate
Cassazione Penale sez. IV 11 febbraio 1998
Le ricognizioni fotografiche ben possono avvenire, con indubbio valore ai fini della misura cautelare, su iniziativa della stessa P.G., come si evince dal fatto che questa deve adoperarsi (anche) per l'individuazione del colpevole e dalla locuzione "tra l'altro". contenuta nell'articolo 349 comma 2 del c.p.p., che dimostra come gli atti di assicurazione della prova ivi espressamente indicati non esauriscono i poteri di iniziativa della P.G.
Smaltimento rifiuti - Ordinanza contingibile ed
urgente del Sindaco
Cassazione Penale sez. III 15 aprile 1998
In tema di smaltimento di rifiuti ove risulti emessa
un'ordinanza contingibile ed urgente da parte del Sindaco, ai sensi
dell'art. 13 del D.Lgs. 5 febbraio 1997 n° 22, sussiste per il giudice
penale il dovere di controllo sul rispetto dei limiti e dei vincoli al
potere di emanazione della stessa, cioè sulla legittimità
dell'ordinanza, al fine di garantire i diritti alla salute ed all'ambiente
che costituiscono i beni tutelati dalle norme penali in materia di
rifiuti.
Disturbo delle occupazioni e del riposo delle
persone-evento perturbante-prova della rumorosità-esclusioni
Cassazione Penale Sez. I n° 9728 del 23 febbraio 1998
Nell'ipotesi prevista dall'art. 659 comma 2 cp. (esercizio di
attività rumorosa contro le disposizioni di legge) l'evento perturbante
è presunto juris et de jure, sulla base dei soli esercizio irregolare
della professione o del mestiere rumoroso contro le disposizioni di legge
o le prescrizioni dell'autorità, per cui non è richiesto, come nella
diversa ipotesi del 1° comma, la prova della idoneità del rumore a
turbare la quiete pubblica.
Prove-Mezzi di ricerca-sequestri corpi reato
Cassazione Penale Sez. VI n° 337 del 5 marzo 1998
In tema di sequestro probatorio di cose costituenti corpo di
reato, non è necessario offrire la dimostrazione della necessità del
sequestro in funzione dell'accertamento dei fatti, atteso che l'esigenza
probatoria del "corpus delicti" è in "re ipsa",
onde il decreto di sequestro è sempre legittimo quando abbia oggetto cose
qualificabili come corpo di reato, essendo necessario e sufficiente, a tal
fine, che risulti giustificata detta qualificazione.