Droga: Torna la 'dose minima giornaliera': sara' punito anche l'uso
(Fonte:Adnkronos)
Il governo ha varato
il disegno di legge sulla droga. Il Consiglio dei
ministri, riunito stamane a palazzo Chigi, ha infatti approvato all'unanimita'
la relazione presentata dal vicepremier Gianfranco Fini.
Torna, cosi', la ''dose minima giornaliera''. D'ora in poi sara' punito anche
l'uso. Il tetto e' fissato in 150 mg di cannabis e derivati, 500 mg di
anfetamina. Fino a queste quantita' scatta solo la sanzione amministrativa,
oltre quella penale. Si tenta di fissare un limite quantitativo di 300 mg anche
per le droghe sintetiche (ecstasy e pasticche). Cade la distinzione tra droghe
leggere e pesanti.
''Prevenzione, repressione e recupero'' sono i tre termini indicati dal
vicepresidente del Consiglio per sintetizzare il sistema delle nuove sanzioni
penali e amministrative. ''Lo Stato -spiega Fini- non resta indifferente
rispetto alla diffusione della droga e manifesta il suo giudizio negativo gia'
nei confronti del semplice uso, anche se da questo -puntualizza- non derivano
direttamente conseguenze penali, come invece e' stato impropriamente detto nelle
settimane passate''.
Infatti, ''le conseguenze sono differenti, sulla base della quantita' e della
qualita' delle sostanze stupefacenti, ma anche delle circostanze oggettive''. La
punizione della detenzione di droga viene reintrodotta, cancellando
contemporaneamente anche i 'confini' una volta segnati dalla cosiddetta modica
quantita' o dalla dose media giornaliera.
La soglia ''viene ora stabilita in modo assolutamente oggettivo da una tabella
-chiarisce Fini- che prescinde dalle condizioni soggettive, reali o presunte,
del tossicodipendente. Oltre quel limite, ad esempio 500 mg. per la cocaina,
scattano le sanzioni penali, da 1 a 6 anni di reclusione nei casi meno gravi,
fino ad arrivare al massimo di 20 anni di carcere.
''Oltre il limite che la tabella indica per ogni sostanza stupefacente -spiega
ancora Fini- vi e' una presunzione di pericolosita', anche nella detenzione. Se
la droga detenuta oltrepassa quel limite, operano sanzioni penali; se e' al di
sotto di quel limite, operano le sanzioni amministrative''. Che vanno dalla
sospensione di patente, porto d'armi, passaporto, permesso di soggiorno al fermo
amministrativo del ciclomotore, secondo quanto disporra' il prefetto. In caso di
recidiva, previsti anche l'obbligo periodico di firma, il divieto di guida,
l'obbligo di non allontanarsi dal comune di residenza.
L'esigenza di una riforma parte da quelli che il vicepremier definisce ''i
problemi della legislazione attuale'' che sintetizza in cinque punti:
''incertezza sul piano delle sanzioni, mancanza di organicita' fra le sanzioni
amministrative e le sanzioni penali, ostacoli concreti al recupero effettivo,
rapporti difficili fra i Sert e le comunita', mancanza di coordinamento fra le
istituzioni centrali e regionali''.
Le tabelle vengono cosi' ridotte a due: una con l'elenco degli stupefacenti,
l'altra con i medicinali che contengono sostanze stupefacenti o psicotrope,
suddivisa in cinque sezioni. ''La prima tabella -sottolinea Fini- elimina ogni
fuorviante distinzione fra droghe leggere e droghe pesanti. La 'leggerezza' di
alcune droghe semplicemente non esiste: lo 'spinello' e in generale i derivati
della cannabis, che dieci anni fa aveva un principio attivo che non superava
l'1,5%, oggi viene reperito anche al 15% se non oltre e in questo modo
moltiplica i suoi effetti devastanti e progressivamente irreversibili sulla
psiche e sul fisico''.
Quanto al recupero del tossicodipendente, ''viene favorito gia' dal momento in
cui nei suoi confronti viene disposta la custodia cautelare in carcere, che puo'
essere evitata andando agli arresti domiciliari e iniziando, a determinate
condizioni, un programma terapeutico''. Stabilito anche ''un nuovo sistema di
rapporti fra gli enti pubblici e le strutture private che gestiscono le
attivita' di recupero''.
Prevista l'istituzione di albi regionali, dove devono iscriversi le strutture
private di recupero che ne abbiano i requisiti, abilitate cosi' a stipulare
convenzioni sia con le Regioni che con il ministero della Giustizia, per la
sospensione dell'esecuzione della pena; comunita' che potranno anche certificare
la dipendenza da droga e predisporre il piano terapeutico.
''Questo ddl si colloca al di fuori della contrapposizione fra proibizionisti e
antiproibizionisti'', conclude Fini, che spiega: ''L'antiproibizionismo aggrava
il dramma della droga, favorendone la piu' ampia diffusione. Il proibizionismo
in se' non risolve nulla, dal momento che la questione droga non puo' ridursi a
un problema di diritto penale''.
Quella che il governo propone, assicura il vicepremier, ''e' una via diversa
che, senza trascurare il richiamo alla responsabilita', dando un giudizio
negativo anche sul semplice uso di droga, investe sulla prevenzione e spinge con
forza verso il recupero, nella consapevolezza -avverte Fini- che la legge dello
Stato e' un tassello importante ma non e' la bacchetta magica''.